PARTE SECONDA
CONTRO LE FAMILIARITA’ CON DONNE
CAPITOLO LXXVIII
SI DEVE EVITARE LA FAMILIARITA’ CON DONNE.
COME SI COMPORTAVA CON LORO
699 112. Comandava che fossero evitate del tutto
le familiarità con donne, dolce veleno che corrompe
anche gli uomini santi. Temeva infatti che l'animo fragile
si spezzasse presto e quello forte si indebolisse. E ripeteva
che, se non si tratta di una persona di virtù più
che sperimentata, intrattenersi familiarmente con esse senza
esserne contagiati è tanto facile, quanto, secondo
la Scrittura, camminare sul fuoco senza scottarsi i piedi.
Per mostrare con i fatti ciò che diceva, presentava
in se stesso un modello perfetto di virtù. Le donne
infatti gli erano così moleste, da far credere che
si trattasse non di cautela o di esempio, ma di paura o di
orrore.
Quando la loro loquacità importuna dava origine a contesa,
induceva al silenzio con un parlare breve ed umile e il volto
a terra. Altre volte fissava gli occhi al cielo, quasi volesse
ricavarne ciò che avrebbe risposto a quelle cicale
mondane. Quelle invece, che avevano reso il loro animo dimora
della sapienza con una santa e perseverante devozione, le
istruiva con meravigliosi, ma brevi discorsi.
Quando si intratteneva con una donna, parlava ad alta voce,
in modo che tutti potessero udire. Una volta confidò
ad un compagno: «Ti confesso la verità, carissimo:
se le guardassi in faccia, ne riconoscerei solamente due.
Dell'una e dell'altra mi è noto il volto, di altre
no».
Benissimo, Padre, perché guardarle non santifica nessuno.
Ottimamente, ripeto, perché la loro presenza non porta
alcun vantaggio, ma moltissimo danno anche di tempo. Sono,
queste cose, un impedimento a chi vuole affrontare un viaggio
arduo e contemplare il volto pieno di ogni grazia.